Il post è finito.
venerdì 14 ottobre 2011
martedì 6 settembre 2011
Guscio poco amichevole.
Capita spesso di rifugiarmi in me stessa; solo dopo capisco che era il posto peggiore dove mi potessi rinchiudere.
venerdì 20 maggio 2011
Mai tentare di riempire i vuoti, portano solo un vuoto peggiore.
Invischiati nella melma.
Stanchi di decidere se alzarsi o sprofondare.
Ci si dà agli eccessi, senza capire bene il danno che si sta creando.
Diventi un lesionista e un autolesionista; quante volte ormai è accaduto.
Sempre la stessa storia del martire e del carnefice, che non si sa mai quando inizia uno e quando finisce l’altro.
Più sprofondi più la batosta del risveglio è grande, e più grande è la batosta più non riesci a rialzarti.
Cerchi un rifugio nel nichilismo e non ce lo trovi, cerchi rifugio nell’introspezione ed era meglio se non avessi mai guardato.
Hai la nausea di tutto, e ti accorgi che la cosa più nauseante sei proprio te.
E di nuovo sprofondi.
Un marshmallow masticato e sputato non è più un marshmallow, idiota.
Da dove nasce la convinzione che una volta stracciata a pezzi una persona questa possa tornare esattamente linda e pulita come prima?
E non fraintendetemi, non sto parlando del rapporto tra due persone che si deteriora se una di loro subisce un torto dall’altra: per quanto si possa essere dementi, chiunque sa che una volta in conflitto le due parti che si scontreranno non torneranno mai veramente alleate.
Quello di cui voglio parlare è differente, eppure molto simile.
L’aberrante convinzione generale è che una volta che hai visto il peggio puoi ancora far finta che tutto questo non esista.
Che tranquillamente tutto ciò che ti circonda riprenda le forme di un tempo, le forme che avevano prima di diventare marce, orribili e deformi. Camminando per strada le persone e gli oggetti diventano corpi estranei a te stesso. Ti chiedi se in fondo anche te hai una forma e una personalità e l’idea di non avercela non è poi tanto male. Ma quando ti accorgi che esisti e che devi esistere cominci a odiare qualsiasi cosa ti faccia notare quest’incombenza: gli specchi, le ombre, le fotografie.
Ci si chiede perché alcuni diventano cinici e altri no; la risposta è che i cinici sono dei sensibili che si sono fatti penetrare dai sentimenti ruvidi e privi di ogni morbidezza che ci circondano.
E la scelta di questo peso non è mai loro.
C’è chi fa buon viso a cattivo gioco, ma io considero questa categoria formata solo da falsi perbenisti che non fanno altro che occultare ciò che in realtà hanno dentro. Troppo tempo ho permesso di corrodermi , ora non posso fare a meno di vomitare parole e sensazioni.
È incredibilmente triste da ammettere, ma rifletto ciò che ho attorno. Datemi rabbia e io risponderò rabbia, datemi amore e io risponderò amore.
È per questo che evito i contatti. Riconosco la mia inadeguatezza sociale e la mia fragilità psicologica.
E la nego a chiunque non sia capace di gestirla.
mercoledì 30 marzo 2011
Le persone si innamorano perché hanno bisogno d’insalata.
- Dottore, mio zio è pazzo. Crede di essere una lattuga!
- Lo porti qua, che vediamo di curarlo.
- Dica è scemo? E poi io come la faccio l’insalata?
Ah, l’amore.
I film non parlano d’altro, i romanzi ne sono diventati intolleranti e sembra che tutto ruoti attorno ad esso.
Se esiste però un momento in cui il mondo per un momento si ferma e finalmente tace, è quando viene posta questa domanda: ma alla fine, che cos’è l’amore?
Nessuno risponde.
Silenzio in sala.
Un timido personaggio nascosto da un cristone seduto davanti a lui alza un’inferma mano e dice con tono incerto: - Un sentimento?
Brusio in sala.
Un coraggioso e avvenente damerino impagliato si alza e declama a voce piena: - Come si può declassare a ‘sentimento’ qualcosa come l’amore, che smuove i popoli e corrompe i potenti?
-E allora come classificarlo scusa? - , dice un anonima voce da un’altra parte della sala.
Di nuovo silenzio.
Immaginatevi questa scena e ripetetela all’infinito: non avrà mai una conclusione decente.
Ci sarà il fisico che dirà che ci innamoriamo perché gli atomi negativi tipicamente maschili hanno bisogno di atomi positivi tipicamente femminili e quindi ci attraiamo e mi fermo qui perché la fisica è un mio handicap; gli animalisti diranno che sono molto più evoluti gli animali che non hanno bisogno di certe futilità e che quindi dovremmo avere più rispetto per le altre specie viventi, buttare taniche di vernice addosso alle pellicce di gente ricca e superficiale ed andare in giro vestiti da mucche che vengono fucilate una per una per sensibilizzare all’argomento i bambini (che poi ne usciranno solo irrimediabilmente traumatizzati); i poeti diranno che l’amor è come un bocciuol di rosa che candidamente si posa sul suolo fangoso di un laghetto di bosco, e lentamente si muta in farfalla per spiccare un volo che racchiude in se l’allegoria della vita stessa.
Insomma chi ne ha più ne metta, non ci sarà mai nessun personaggio che azzittirà gli altri e porrà fine a questa assurda recita.
(Pausa ad effetto per rendermi più credibile)
Indefinibile.
A volte futile.
A volte necessario.
Insostanziale.
Preferibilmente evitabile.
Detestabile.
E allora spiegatemi perché ci si innamora ancora.
Potremmo decidere per accordo comune di smetterla.
Un giorno ci si alza e al tg della mattina invece di sentire di Gheddafi che bombarda la gente e Berlusca che sta lì a leccargli il culo la signorina presentatrice dal tono saccente dice: - E’ stato firmato ieri sera l’accordo chiamato ‘Soppressione Amorosa’ , d’ora in poi il mondo è libero dal circolo vizioso più opprimente mai inventato dopo lo psicologo.
Un giorno ci si alza e al tg della mattina invece di sentire di Gheddafi che bombarda la gente e Berlusca che sta lì a leccargli il culo la signorina presentatrice dal tono saccente dice: - E’ stato firmato ieri sera l’accordo chiamato ‘Soppressione Amorosa’ , d’ora in poi il mondo è libero dal circolo vizioso più opprimente mai inventato dopo lo psicologo.
Non accadrà mai.
Perché non accadrà mai?
Ma perché abbiamo bisogno di insalata.
Abbiamo bisogno di quell’inconcludenza, di quella paura, di quella incomprensione che a volte porta alla comprensione e a volte alla distruzione.
-Non ha senso quello che dici.
Eppure si continua ad aver bisogno di insalata.
O forse quello di cui abbiamo bisogno è solo di clorofilla.
Ma questo è un altro post.
domenica 6 marzo 2011
Schizofrenia.
-Uh, è mattina! Oddio cosa si fa di solito di mattina? Bah non importa, sono in ritardo per la metro! (Si dimentica che la mattina solitamente si fa colazione)
- In questa casa non c’è mai un cavolo da mangiare, stanotte ho dormito di merda, non ho studiato nulla, ho rotto l’ombrello e fuori piove pure!
- Chissà a cosa pensa la gente quando aspetta la metro? Quello forse è nervoso perché ieri è venuto a sapere che l’estinzione dei dodo è stata causata da degli uomini come lui. In effetti la cosa turba anche me. Chissà perché quello sta sempre a maniche corte anche a dicembre, forse è un esquimese mal adattato? Toh guarda! Un uccellino sulle rotaie! Ah ah ah! Che carino mentre tutti sono qui a borbottare lui se ne vola dove vuole!
- Perché c’è sempre così tanta gente alla metro? Non hanno un cazzo da fare la mattina? Devono per forza fare tutti ritardo e rompere perché c’è così tanta gente di mattina? Cioè anch’io mi sto lamentando, ma io mi lamento di loro che si lamentano e cazzo quando arriva la metro?!
- Ah prof, a proposito dei compiti! Non ho studiato perché ieri mi sono messa a comporre un sonetto metafisico con tema principale un pesce palla che credeva di essere un’aringa!
- La sua materia fa schifo, lei la insegna da schifo e io non ho minimamente intenzione di passare la mia giornata a leggere quel libro scritto da schifo.
- Com’è passata in fretta la giornata leggendo Rat Man! Dovrei farlo più spesso, così poi non sarò stanca nel pomeriggio e posso fare qualcosa di divertente. A proposito, com’è che si chiamava quel tizio che dipingeva le fragole di blu per far finta che fossero fragole aliene e diventare famoso? O forse era solo un mio sogno?...
- Domani faccio sega. Un’altra giornata a far finta di riuscire a sopportare certi stronzi e mi rinchiudo in un barile. Ed è meglio che dentro ci sia del rhum va.
- Oggi mi va di fare quattro passi, tanto l’autobus è in ritardo. Ah, una persona mi sorride! E pensare che magari qualcun altro avrebbe pensato ‘ma che cazzo vuole questo qua?’. Ormai non si sa più ricambiare nemmeno un gesto gentile. Come siamo caduti in basso. Fossero tutti come lui magari il mondo sarebbe un posto migliore.
- Ma che cazzo vuole questo qua? Se devo incontrare certi decerebrati è tutta colpa di questi cazzo di autobus non sono mai in orario! Voglio mangiare, ho fame Giuda ballerino!
- Credo mi metterò a disegnare il tizio delle fragole blu. O erano ananas?
- Non mi va nemmeno di disegnare. Tanto cosa voglio ottenere proiettando su un foglio le mie fantasie? Basta guardare fuori e tutto si distrugge.
- Forse dovrei essere più concreta…
- Forse dovrei essere più gentile e flessibile…
- Una tazza al contrario somiglia alla testa di un’ape!
- Non fanno altro che farmi incazzare.
- Ho dimenticato cosa dovevo fare.
- Qualsiasi cosa dovessi fare sarebbe stata la solita routine, meglio continuare a non ricordarselo.
- Se un cucchiaino riflette il mondo distorto e al contrario da una parte e dal verso giusto dall’altra è possibile che davvero esistano due me; entrambe storte ma ognuna con una prospettiva diversa del mondo. Se così fosse è un cucchiaino davvero molto saggio.
- Non vedo quale sia il problema. Ora solo perché un cucchiaino riflette in due modi diversi non significa che devo cercare di raddrizzarmi. Se lui è ambiguo non sono affari miei.
- Cavolo ho finito la china!
- Cavolo ho finito gli insulti.
- Ah ah, senza accorgermene ho scritto un post!
- Fatevelo piacere, STRONZI.
sabato 5 marzo 2011
Perché la gente crede che io sia falsa.
Salve gente.
Oggi vorrei trattare di un argomento che suscita in me emozioni negative.
Molti miei conoscenti dicono che io sia una persona falsa, che esagera in tutto per farsi notare, per apparire diversa, per essere in pratica la solita adolescente che rompe i coglioni altrui, sicura del fatto che se lo farà verrà notata e rispettata da tutti.
Voi dovete capire adesso, che sono divisa da due recensioni di me completamente differenti:
Quella sopracitata, che mi dipinge come un’eccentrica ragazzina in cerca della propria identità e del proprio ruolo nel mondo, e invece quella di tutti i medici e strizzacervelli da cui mi sono fatta visitare, che mi rimproverano apertamente di eccessi di timidezza, di nascondermi continuamente reprimendo ogni mio possibile sfogo (a parte quello rabbioso, ovviamente) e di non riuscire ad essere me stessa nemmeno in presenza dei miei genitori.
Ora io mi domando: ma a chi dare retta?
Dire che non me ne fotte di entrambe le opinioni è quanto mai falso, perché non sono una persona talmente orgogliosa da pensare di poter stare al di sopra di ogni giudizio, umano o divino che sia.
Alla fine non ho ancora scelto quale delle due sia l’opinione giusta, ma a una conclusione ci sono arrivata: qualsiasi fosse l’opinione alla quale avrei deciso di dare credito, io non sarei cambiata di una virgola.
È giusto far notare i difetti altrui per migliorare le persone, ma emettere sentenze del genere a freddo non aiuta nessuno.
Se volete davvero migliorarmi, conoscetemi, interagite con me.
Il mio rispetto va guadagnato, non è una cosa che dono al primo che passa.
Prima dimostratemi di essere persone a cui dare credito, poi, forse, ne riparliamo.
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